Nazitraining

Che fatica!

Dopo aver tergiversato per mesi, mi sono finalmente iscritta in palestra e ho cominciato un programma di training. Prima settimana di allenamento finita, tre sessioni a settimana, e devo dire che temevo peggio, temevo di crollare a terra tipo medusa tirata fuori dall’acqua e lasciata sul bagnasciuga a sciogliersi… E invece ho superato almeno il primo giro senza troppo dolore e fastidio, il che mi rende più fiduciosa sul percorso che ho deciso di intraprendere.

Io non sono per niente un tipo atletico, anzi, credo di essere l’esatto opposto, ma ho deciso di rimettermi un po’ in forma e mi serviva un po’ di aiuto per organizzarmi l’allenamento e gli esercizi da fare.

La cosa bella è che mi sono iscritta nella mia vecchia palestra, quella in cui da bambina ho seguito per qualche anno un corso di danza. È cambiata parecchio nel tempo, c’è una sala pesi dove stavano la segretaria e le mamme in attesa delle proprie pargole, mentre il salone è stato diviso in due così da ricavare uno spazietto per i corsi di arti marziali e autodifesa, però… Però c’è il vecchio pavimento, dove forse potrei trovare i segni delle punte e delle scarpe per i balli di carattere, e un pezzo della vecchia sbarra imbullonata alla parete con gli specchi… E l’odore! So che le palestre odorano un po’ tutte, ma mi ha preso all’improvviso, un balzo all’indietro di quindici anni.

È stato quasi un ritorno a casa, e magari sembra banale dirlo, però è stato proprio così. Anche se adesso la sala è divisa in due ed è stata dipinta di giallo, ci sono così tanti ricordi in quel posto che mi rende contenta essere di nuovo lì, anche se sto a sudare come una disperata sul tapis roulant! XD

E a parte il lato nostalgico e personale che ha per me la palestra, evitando di andare negli orari più frequentati quando si concentrano i palestratoni, ho scoperto che mi piace anche: anche se fatico, avere un’ora per chiudere tutto fuori è rilassante. Ho già anche trovato la mia nemesi, ossia la macchina per i pettorali; cavolo, il mio nazitrainer mi aveva detto che era caricata leggera, ma non sono riuscita quasi a smuoverla! Ma chi li usa i pettorali? Credo che i miei siano completamente sopiti e atrofizzati… E ora sono due giorni che non riesco a sollevare le braccia oltre le spalle, che dolore!

Il nazitrainer è stato soprannominato così prima ancora di cominciare, perché l’ho già avvisato che salterò l’allenamento per la prima settimana di novembre per una vacanza a Londra (di cui si parlerà presto!) e lui ha subito suggerito di trovarmi lassù una o due palestre in cui andare a fare le lezioni di prova e allenarmi anche in viaggio. Sì, stai fresco proprio, tanto il mio concetto di vacanze in città prevede camminare così tanto in giro per monumenti e musei che a volte i miei compagni di viaggio si spaventano.

Per ora sono convinta di quello che ho iniziato, e per carattere quando mi decido a cominciare qualcosa poi lo porto in fondo. Vedremo come andrà avanti nelle prossime settimane…

Ho preso in prestito una vignetta di David Kerid (http://dave.kerid.org) per il post, si adattava alla perfezione 🙂

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