editoria

Libri, vendite e letture

È di qualche giorno fa la notizia shock: gli italiani sono sempre più capre. Il sospetto probabilmente era venuto già a molti, ma per sicurezza lo confermano gli editori italiani. Come? Facile, con i conteggi delle vendite alla mano.

Gli italiani acquistano sempre meno libri → gli italiani leggono sempre meno libri → gli italiani sono sempre più capre

Non è un sillogismo aristotelico, vero? Per poi giungere alla stoccata finale: sono questi italiani sempre più capre i responsabili della crisi del settore editoriale, se comprassero di più si risolverebbe tutto!

Ovviamente, questa riflessione ha fatto incazzare parecchia gente: sto parlando di quei lettori che non rientrano nelle statistiche, che probabilmente si sentono dire da sempre che non sono normali per quanto leggono (o devono sopportare le domande più becere del pianeta), e che pur sapendo di non rappresentare la media nazionale sono stufi di sentirsi dare delle capre perché gli strumenti di valutazione sono limitati. Gente come me (e un sacco di bookblogger più noti e soprattutto più regolari di me nell’aggiornare i loro siti XD), insomma.

Ora, siamo tutti consapevoli di essere pochi. Noi lettori, intendo: siamo una minoranza in questo paese, verissimo, ma mediamente siamo lettori più forti (leggasi: leggiamo di più) dei nostri simili all’estero. E siccome pochissimi tra noi pochi sono parenti alla lontana dei Lannister, la maggior parte di noi sfoga la sua passione usufruendo delle biblioteche, prestandosi i libri con amici lettori e parenti, magari rimediando qualche classico in lingua originale online (o scaricando copie pirata).

Peccato che agli editori non gliene freghi una mazza, se questa passione non si traduce in copie vendute. Ho tentato allora di capire come mi vedono gli editori.

Sono una forte lettrice da sempre, ma quest’anno ho polverizzato i miei standard approfittando del moltissimo tempo libero che sta caratterizzando la mia situazione di laureata in cerca di lavoro: al momento sono a 117 libri letti, e siamo solo alla prima metà di ottobre.

Ma avvalendomi delle schermate di Goodreads, ho diviso questi libri in diversi gruppi:

  • Acquisti: 32 libri
  • Regali di laurea e compleanno (tanti buoni per meeee): 11
  • Biblioteche: 61 libri
  • Prestiti da amici e parenti: 4
  • Ebook omaggio per recensioni della Nicchia: 2
  • Ebook omaggio per vari motivi: 3
  • Ebook gratuiti (classici): 3

Non so se i libri che ho acquistato coi buoni contino come acquisti: teoricamente io ho speso i buoni ma i soldi li hanno messi terzi, quindi li lascerei un attimo da parte. Anche gli ebook gratuiti e legali, scaricati dagli store ufficiali o dai siti degli editori, forse andrebbero inseriti negli acquisti… Lascio a voi la sentenza.

Ho fatto il dettaglio dei 32 libri che ho acquistato sicuramente con i miei soldi:

  • 8 li ho comprati in negozio, direi tutti alla Feltrinelli di Genova

  • 10 sono ebook acquistati con le offerte lampo Kindle, che posso sinceramente definire una delle mie droghe personali

  • 10 sono ebook acquistati a prezzo pieno

  • 4 sono libri che ho comprato al Salone del Libro

Solo un quarto dei miei acquisti sono stati effettuati in negozio, per di più in un megastore cattivo che fa gli sconti selvaggi. Oltre la metà sono ebook, divisi equamente tra offertone e prezzo pieno.

Però poi ho ragionato che, essendo una accumulatrice compulsiva di libri e facendomi portare dal cuore nell’ordine delle mie letture, alcuni libri che sono in questo conteggio sono stati comprati nel 2013, specie tra gli ebook (perché sono più facili da tracciare tra ricevute via mail e storici degli ordini, sia con Amazon che con Apple, i due store da cui mi rifornisco di solito), mentre c’è un mucchio di libri che ho comprato nel 2014 ma che non ho ancora letto. C’è larga parte degli acquisti coi buoni ancora da leggere e sicuramente ci sono acquisti anche più “antichi” che attendono paziente il momento in cui finalmente mi deciderò a loro. Livin’ la vida tsundoku è meraviglioso e terrificante allo stesso tempo, perché è una compulsione, anche se si traduce in tanti scaffali ben ordinati. Con gli ebook quasi non me ne rendo conto, perché sono graziose icone nel mio scaffale digitale, ma basta il conteggio su Amazon per riportarmi alla realtà.

Per gli editori, prendendo quei 32 libri, togliendone sette/otto ed aggiungendone forse un po’ di più, io ho letto sicuramente tanto, sicuramente sopra la media, ma quello che loro sostengono io abbia letto coincide solo in piccola parte con la mia realtà di lettrice per l’anno 2014.

La fetta più consistente delle mie letture, i prestiti bibliotecari, in ogni caso viene ignorata: eppure sono quasi il doppio dei libri che ho acquistato. Lo saranno sicuramente a giorni, considerando che ho… *sguardo rapido al comodino* sei volumi provenienti da tre biblioteche diverse che mi attendono. Ciao, sono Rowi e sono una drogata di libri.

Questo per ribadire che dare per scontato che i dati di vendita non sono assolutamente esaustivi per definire l’andamento delle letture in Italia, come del resto in nessun altro paese al mondo. Ma se posso capire gli editori (anche se secondo me una riflessione in questo senso potrebbe essere utile anche per capire come migliorare le strategie e portare gli utenti bibliotecari in libreria), che i giornalisti non sappiano fare un distinguo del genere prima di sparare i titoloni shock “Gli italiani non leggono più!” desidererei un minimo di riflessione in più.

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