Pubblicato in: libri, Recensioni

Il meglio del 2016 #2 Il genio e il golem – Helene Wecker

41vdqno7kgl ll genio e il golem è il primo romanzo di Helene Wecker ed è ambientato nella New York di fine XIX secolo, più specificatamente nei bassifondi della città e nelle zone abitate dai migranti provenienti dall’Europa e dal Medio Oriente. Ed è in questo scenario che si incontrano due esseri sovrannaturali: dalla Polonia ebraica, una golem, creata su richiesta di un uomo incapace di trovare moglie malgrado la sua ricchezza, e un genio, uscito da un fiasco di rame di una donna siriana maronita quando uno stagnino del quartiere ha tentato di sistemare il recipiente. I due esseri si incontrano per strada casualmente e si riconoscono per la loro diversità dopo una serie di disavventure personali. 

Chava la golem, risvegliata durante la traversata verso l’America, è rimasta vedova prima ancora di sbarcare, e si è data alla fuga; è stata trovata da un rabbino che ha compreso la sua natura e ha cercato di aiutarla a raccapezzarsi nel mondo in modo da passare inosservata e, soprattutto, a resistere al continuo flusso di desideri umani percepiti, che la sua natura le imporrebbe di esaudire. Morto il suo padrone/marito, infatti, la golem è persa, e solo l’intervento di questo rabbino, che in realtà si domanda che dovrebbe fare di lei, se distruggerla o se soggiogarla a un nuovo padrone, le permette di non farsi smascherare. È il rabbino che le dà il nome, Chava, che altro non è che la forma ebraica di Eva. La instrada abbastanza bene nel mondo da renderla indipendente quel che basta a sopravvivergli e a non farsi smascherare, anche se resistere all’istinto di soddisfare i desideri degli umani che la circondano è sempre il suo tallone d’Achille.

Il genio invece non ha affatto intenzione di esaudire desideri. Al contrario di quel che dice la fiaba (e la Disney), non è vincolato ad accontentare nessuno e il sapere per costringerlo a farlo è andato perduto nei secoli, secondo lui… Tuttavia è vittima di una magia che lo obbliga a rimanere in forma umana e lo lega al fiasco, con un bracciale di ferro (la sua criptonite, in sostanza) legato al polso a rammentarglielo. Non ricordando nulla della sua incarcerazione, il genio è costretto ad adattarsi almeno in parte ai ritmi del quartiere maronita, utilizzando le sue abilità di stagnino e orafo per guadagnarsi da vivere e ripagare il suo ospite… Tuttavia, la sua natura, per quanto bloccata nella forma umana, lo porta a cercare l’avventura in giro per la città, e combinando anche notevoli guai.

È un romanzo quasi fiabesco, che attinge a due tradizioni molto antiche su cui si è ricamato tantissimo nei secoli, riuscendo però a darvi una freschezza molto piacevole da leggere, complice anche l’ambientazione così lontana dai luoghi d’origine dei due esseri sovrannaturali.

Il genio e il golem, di Helene Wecker (traduzione di Stefania Fefé)
Edizione italiana Neri Pozza (2013 – 590 pagine)
Come ci sono arrivata: Offerta lampo Kindle
Link su Amazon: Edizione cartaceaEdizione digitale

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