libri

Profumo di caffè e cardamomo, di Badriya al-Bishr

20622069_10156554053336038_50813307973053536_nAvevo aspettative molto alte su questo libro, e non sono state del tutto soddisfatte. L’argomento è interessantissimo, ed ero curiosa di leggerlo perché scritto da una donna: la vita saudita delle persone “normali”, non di chi controlla il petrolio e di conseguenza il potere nel paese, e le tante contraddizioni sociali che le donne (ma non soltanto) devono subire.

Uno degli aspetti su cui l’autrice lavora meglio infatti secondo me è come i condizionamenti sociali, religiosi e familiari incidano negativamente su tutti i fratelli della protagonista, maschi compresi: il fratello maggiore che per avere la sua indipendenza cambia continente, quello di mezzo che cerca la soluzione della sua vita nel fanatismo religioso, e che batte e perseguita le sorelle per dimostrare di essere l’uomo di casa. La madre stessa, che porta avanti questo stile di vita terrificante, uno stato di polizia, perché così si è sempre fatto e probabilmente per sfogare il suo malessere personale a causa di un matrimonio subito quand’era ancora da ragazzina e da una vita in cui non ha avuto possibilità di scegliere nulla… salvo far subire lo stesso controllo alle figlie.

La protagonista è una giovane donna che ha avuto accesso a un’istruzione, malgrado tutto, che è stata obbligata a sposarsi con un cugino quando è stata scoperta in compagnia di un fidanzato non approvato dalla famiglia e che addirittura osa divorziare a causa dei maltrattamenti subiti dal marito gelosissimo. Hind riesce a costruirsi una piccola individualità: consegue una laurea, trova un lavoro, riesce perfino a pubblicare dei suoi pezzi sulla condizione della donna anche quando la famiglia e il marito si scagliano contro di lei. È tuttavia sempre sotto ricatto, della madre (con cui torna a vivere dopo il divorzio) e dell’ex marito, che vanta comunque dei diritti sulla bambina che hanno avuto – malgrado il suo sesso lo abbia mortalmente offeso, svilendolo come uomo per non essere riuscito a generare un maschio. Ed è un’indipendenza di facciata, visto che in ogni caso non può guidare, non può decidere di espatriare o di viaggiare senza il permesso di un tutore legale di sesso maschile, tanto meno di decidere una terapia medica per se stessa. Uno dei passaggi che mi ha lasciato più sgomenta è quello in cui una paziente dell’ospedale in cui lavora come assistente sociale rischia di morire perché ha bisogno di un urgente intervento chirurgico… ma nessuno si decide ad operare perché non si riesce a contattare il marito per avere il suo permesso a procedere. E non può decidere della sua vita personale neanche da divorziata, visto che la madre sta già operando per trovarle un secondo marito, ovviamente senza neanche chiederle cosa ne pensi o se desideri risposarsi.

Questa madre è la figura più tragica del romanzo e non sono riuscita a detestarla, ma solo a provare una pena profonda. Hila dimostra che la mancanza di educazione e le violenze subite spingono solamente a perpetuare la violenza anche sulla generazione successiva, senza desiderare di meglio per le proprie figlie, quasi invocando una giustizia divina (se l’ho subito io, perché non loro, potremmo dire), anche per giustificare a livello più o meno inconscio quello che hanno passato. Che probabilmente è quello che interiorizzano le donne infibulate che tuttavia perpetuano questa barbarie.
Se impara a leggere è solo per mantenere il suo controllo sulle figlie. Ritiene blasfeme le storie d’amore. E potrei continuare a lungo. Disprezzare o deridere una persona del genere sarebbe semplice, però dà da pensare come il cambiamento culturale sia complesso e richieda tempo e comprensione.

Se l’argomento però mi ha affascinato (e terrorizzato), ho dei dubbi sullo stile. La prosa di questa autrice mi è sembrata un po’ piatta, anche per la costruzione delle frasi che non sempre mi sono sembrate chiarissime. Inoltre di solito mi piacciono gli intrecci non lineari, ma devono essere marcati in maniera comprensibile dall’autore… in questo caso mi sono trovata in un punto che mi ha fatto pensare che mi mancassero dei capitoli, quindi lo valuto un punto negativo. Nel complesso una lettura interessante, ma avendo aspettative alte non sono del tutto soddisfatta. Ho comunque aggiunto una bandierina al mio giro del mondo con i libri, quindi thumbs up!

Profumo di caffè e cardamomo, di Badriya al-Bishr (traduzione di Federica Pistono)
Edizione italiana: Atmosphere Libri (2015 – 168 pagine)
Come ci sono arrivata: MLOL
Giudizio: ★★★☆☆ – PH della lettrice: 5,0 come il caffè
Link su Amazon: Edizione cartacea – Edizione digitale

SalvaSalva

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...