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Il meglio del 2016 #2 Il genio e il golem – Helene Wecker

41vdqno7kgl ll genio e il golem è il primo romanzo di Helene Wecker ed è ambientato nella New York di fine XIX secolo, più specificatamente nei bassifondi della città e nelle zone abitate dai migranti provenienti dall’Europa e dal Medio Oriente. Ed è in questo scenario che si incontrano due esseri sovrannaturali: dalla Polonia ebraica, una golem, creata su richiesta di un uomo incapace di trovare moglie malgrado la sua ricchezza, e un genio, uscito da un fiasco di rame di una donna siriana maronita quando uno stagnino del quartiere ha tentato di sistemare il recipiente. I due esseri si incontrano per strada casualmente e si riconoscono per la loro diversità dopo una serie di disavventure personali.  Continua a leggere “Il meglio del 2016 #2 Il genio e il golem – Helene Wecker”

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Raccontami dei fiori di gelso – Aline Ohanesian

515ygcxag8lCome raccontare una tragedia per l’umanità, una verità ancora negata dalla parte che dovrebbe domandare perdono, senza cadere nel patetico o nel drama da due soldi, nemmeno quando si attinge alle storie della propria famiglia?

Questa autrice ci prova. Prende l’eredità lasciatale dalla sua bisnonna, sopravvissuta al genocidio armeno, e la usa come fonte d’ispirazione per un romanzo delicato e molto onesto, che offre molti spunti di riflessione terribilmente attuali.

La trama. Alla morte del nonno Orhan, un giovane turco torna al villaggio natale in Anatolia per il funerale e l’apertura del testamento, sperando che il vecchio abbia deciso di fare uno strappo alla legge tradizionale che prevede il rispetto della “gerarchia familiare” lasciando tutto in mano a suo padre, Mustafa, anche a rischio di far fallire l’azienda di famiglia. Kemal, il nonno, effettivamente ha lasciato delle sorprese ai suoi familiari, ma non esattamente quelle che Orhan si aspettava: la casa di famiglia, infatti, viene lasciata a una sconosciuta che vive in America, Seda Melkonian, che apparentemente non ha alcun legame con il morto. Confuso, Orhan parte immediatamente per convincere la donna a rinunciare al lascito, così da poter rivendicare i propri interessi senza far invalidare tutto il testamento, ma a Los Angeles si trova a dover affrontare verità scomode e indesiderate, sia sulla sua nazione che sulla propria famiglia. Intrecciata ai fatti degli anni ’90, leggiamo cosa avvenne a Seda e a Kemal nel 1915, ripercorrendo gli avvenimenti tragici in cui furono coinvolti sui diversi fronti.

Se volete, potete prenderlo come una delicata storia di quasi amore (di quei libri che “avrebbe potuto essere amore ma il destino ci si mette di mezzo e ciccia”, per capirci), tuttavia è la parte più scontata e forse banale. Continua a leggere “Raccontami dei fiori di gelso – Aline Ohanesian”

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Il meglio del 2016 #1 Navi perdute – Naomi J. Williams

13232963_10154894598201038_6510918872580868077_nChe io abbia una piccola ossessione per le edizioni Neri Pozza è un dato di fatto. Ci provo a contenermi, eppure sono le copertine che in libreria mi attraggono sempre come una calamita, con quell’aria un po’ vintage e la carta opaca e ruvida, che è un piacere da toccare (ma mi piacciono anche in ebook, sia ben chiaro). Per di più dietro a un bel pacchetto di presentazione si trovano sempre dei libri notevoli, quindi che si può chiedere di più?

Navi perdute in particolare mi ha attirato con particolare energia dallo scaffale delle novità, e mi ha incuriosito per la vicenda che l’autrice ha scelto per questa opera prima: la scomparsa della spedizione La Pérouse, composta da due navi (la Boussole e l’Astrolabe) e incaricata di ripetere – e possibilmente superare – le imprese di Cook, che nel 1788 sparì nel bel mezzo del Pacifico e di cui per decenni non si seppe più nulla. È una scelta vintage, in un’epoca in cui il mondo è stato spiato forse in ogni suo centimetro di terre emerse, in cui si può arrivare dall’altra parte del globo in ventiquattro ore – e un simile viaggio ci sembra infinito, esagerato, una vera e propria fatica.  Continua a leggere “Il meglio del 2016 #1 Navi perdute – Naomi J. Williams”