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Il libro del mare

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Premessa: dovendo parlare per me, ho un po’ di difficoltà con caccia e pesca quando non parliamo di necessità o di professione. Non capisco granché il piacere di un simile passatempo, perciò non ero sicura di quanto mi sarebbe piaciuto in effetti questo libro.

Ho vinto le mie resistenze perché attirata da questa magnifica copertina (ma quanto sono belli i libri Iperborea?) e perché il grande nord mi affascina moltissimo… specie in questi giorni di caldo furibondo, qualunque espediente che mi convinca di essere in un luogo più fresco è ben accetto.

Il libro in realtà si è rivelato molto di più di quanto potevano sembrare le premesse: un’avventura – in realtà con un ritmo molto più quieto di quanto non ci si aspetterebbe – sì, un’amicizia, di cui però si arriva a sondare i limiti… E l’aspetto più interessante secondo me: un insieme di storie, aneddoti e resoconti sul mare e gli uomini che lo vivono tutti i giorni davvero notevole. Le diverse battute di pesca in cerca dello squalo della Groenlandia diventano un po’ uno spunto per raccontare la vita degli uomini e delle donne della Norvegia lontana da Oslo, le tradizioni che rischiano di scomparire a causa di un mondo sempre meno sostenibile (si potrebbe tracciare un parallelo tra la pesca locale di merluzzi a rischio nelle isole Lofoten e le ultime tonnare italiane? Chissà), e i rischi che corre il mare stesso, ancora un mondo per molti versi inesplorato eppure messo a rischio dai nostri comportamenti malsani, di cui le isole di plastica sono un vergognoso emblema. Quante specie animali marine ancora non conosciamo e potremmo non fare in tempo a scoprire prima che scompaiano?

Quindi ecco, la ricerca dello squalo diventa un po’ uno spunto per parlare di molte cose, prendendosi il tempo di riflettere e di ragionare su quella grande ricchezza che è il mare, presentando però tantissimi argomenti interessanti in modo ragionato e con un buon ritmo narrativo. Una lettura davvero molto interessante.

Il libro del mare, di Morten A. Stroksnes, Iperborea 2017.

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Riabilitazione di una lettrice assuefatta #4

Bilancio di aprile prima di fare quello di maggio, perché poi al solito predico bene e razzolo malissimo.

Trend generale

Aprile si è aperto come un mese parecchio convulso causa lavoro (si è svolto l’evento che dovevo gestire), il che mi ha lasciato fino a prima di Pasqua abbastanza spossata e con la voglia di prendere il sole e friggermi il cervello e poco altro. Poi ho passato qualche giorno a Dublino, la prima volta dopo sei anni! E appena smetto di singhiozzare scrivo qualcosa, perché ho visto un sacco di cose che pur essendo alla mia sesta visita mi erano sempre mancate (tipo certi angoli vicino al Dublin Castle di cui avevo sempre ignorato l’esistenza, il che mi fa dubitare del mio spirito di osservazione). Comunque, per leggere mi è rimasto un po’ poco tempo, anche se alla fine ho finito sette libri. Noto che è anche un periodo che tutte le iniziative intraprese su Goodreads (troppe, devo dire) mi vanno un po’ strette: elenchi di libri da completare… mah. Tanto le mie liste personali non fanno che allungarsi e semplicemente a senso libero, non so bene se tutti questi giochi mi aiutino davvero a togliermi to-read o li facciano solo lievitare senza controllo. Incrociandole poi con le scadenze delle biblioteche… mah, ripeto. La cosa buona è che è un periodo che becco di rado libri brutti, quindi avanti così.

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Il meglio del 2016 #2 Il genio e il golem – Helene Wecker

41vdqno7kgl ll genio e il golem è il primo romanzo di Helene Wecker ed è ambientato nella New York di fine XIX secolo, più specificatamente nei bassifondi della città e nelle zone abitate dai migranti provenienti dall’Europa e dal Medio Oriente. Ed è in questo scenario che si incontrano due esseri sovrannaturali: dalla Polonia ebraica, una golem, creata su richiesta di un uomo incapace di trovare moglie malgrado la sua ricchezza, e un genio, uscito da un fiasco di rame di una donna siriana maronita quando uno stagnino del quartiere ha tentato di sistemare il recipiente. I due esseri si incontrano per strada casualmente e si riconoscono per la loro diversità dopo una serie di disavventure personali.  Continua a leggere “Il meglio del 2016 #2 Il genio e il golem – Helene Wecker”