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Di esami e noie burocratiche

Non sono scappata, ma ho finito la sessione esami! Anzi, per meglio dire, ho finito gli esami!!!

Chiusi ieri, dopo una fatica che probabilmente avrebbe messo in ginocchio anche Ercole, mi sa… Ma ce l’ho fatta, sono sopravvissuta e ho chiuso in bellezza, dopo mesi di dramma. Maledetta me quando decido di strafare e aggiungere esami a istinto, perché mi sono trovata con una palla al piede mica da ridere…

È iniziata a settembre scorso, al momento di scegliere gli esami a scelta del secondo anno: ne trovo uno che ispira su Internet, governance, impatto di internet sulla politica e viceversa, penso fico! E lo inserisco. È nel secondo semestre, quindi faccio in tempo a dimenticarmene per un po’, poi al momento di cominciare le lezioni controllo il programma sul sito, l’orario, e tutto bene. Sento a lezione “le lezioni della prof X inizieranno a fine aprile”, ma me ne dimentico in fretta, tanto c’è un programma solo online… A fine aprile comincio il tirocinio, e quindi decido di abbandonare la frequenza per chiudere questa incombenza il prima possibile. Prenoto anche l’esame a fine maggio pensando tutto bene, ce lo togliamo subito e via che si va.

Se non che, a qualche giorno dall’appello, ricontrollo il sito del corso per vedere se c’è il link alle slide del prof che ho seguito… ED ECCOLO. Il modulo mancante della professoressa X che doveva iniziare a fine aprile. Che è un modulo, non un’aggiunta o un seminario extra. Ovviamente c’è solo il link a una pagina vuota, così con molta tristezza mando una mail alla prof e rimando l’appello.

La prof è anche carina e manda il link a un fantomatico blog su cui troverò tutte le informazioni per preparare il suo modulo.
Nel mio momento di crisi profonda non recepisco l’informazione più importante: c’è da fare un progetto pratico, anche per i non frequentanti. Dando per scontato che sia solo per chi ha frequentato, mi metto a studiare per il giro successivo a luglio, rimanendo quindi di sasso quando a fine giugno capisco il mio errore.

Bene, mi dico, devo fare un progetto di comunicazione per un museo dell’università. E andiamo. Devo fare un po’ di foto e sopralluoghi, per cui decido di rimandare dopo la sessione di luglio e qualche altra palla al piede d’esame, tra cui il modulo non-fantasma di questo stesso esame.

MA! I musei sono chiusi per tutto agosto. L’appello successivo è il 4 settembre e dovrei mandare tutto almeno quattro o cinque giorni prima. Dò un’altra craniata alla scrivania: so che mi gioco il tutto per tutto all’ultimo appello della sessione e ancora nell’ottica della laurea a novembre mi metto all’opera.

Mi iscrivo all’esame, specificando che non ho problemi d’orario rispetto a chi deve prendere permesso dal lavoro. Grosso errore. Il mio appuntamento/appello è previsto per le 18:30.

La lunga attesa… Eravamo comodamente seduti in aula, noi, ma il tedio ci ha sopraffatto lo stesso.

E ovviamente… Quando arriva il mio turno espongo il progetto in lungo e in largo, mi diverto pure (ho fatto parlare tra loro scienziati morti sviluppando una schizofrenia molto più ampia del previsto, ma LOL), senonché… Mi incarto totalmente, completamente, assolutamente sulla teoria. Panico assoluto, il flash mentale della media che frana clamorosamente, l’orrore consapevole di chi sa che o rimanda a gennaio o dovrà prendere quello che viene… Se non che la prof mi consiglia di ripresentarmi per fare un’integrazione e ottenere un buon voto, visto che comunque il progetto è molto buono e originale ed è evidente che non avrei saputo realizzarlo senza aver prima studiato. Il mio pensiero è che ho creato quello che ho creato soltanto in nome del buon senso e delle mie conoscenze di internet ed esperienze dirette con progetti del genere, ma mi mordo la lingua e lo spirito genovese che già sta piangendo al pensiero del costo di un’altra trasferta e accetto, perché il voto fa media con un 30L già assicurato del modulo non-fantasma ed è un peccato non confermarlo.

Tanto, mi dico, devo anche portare i moduli del tirocinio, me li faccio firmare martedì e mercoledì salgo su e faccio tutto. E lì, l’ulteriore mazzata: serve una copia di un modulo che ho consegnato ad aprile pre-tirocinio (per quale oscuro motivo non è detto, ed è un peccato, visto quello che si scoprirà dopo) e che io ovviamente non possiedo. Panico.
Scrivo al “filo diretto” della segreteria (non risponderanno mai prima delle 17:00 e lo so, ma tocca prova’), al tutor didattico, all’ufficio stages… E nel silenzio generale, prendo l’iniziativa: stampo un’altra copia e la faccio rifirmare, metto in conto di dove andare anche dal prof in mattinata e quindi capisco che la mia giornata di mercoledì sarà composta in questa maniera:

– 13-14: orario di ricevimento del prof per avere la firma
– 14:30-15: esame a puttemburgo
– 15:30-16: consegna dei moduli in ufficio stage

Ovviamente la giornata è stata molto, MOLTO fantozziana, dal prof che si lagna che ha cambiato orario di ricevimento e che la pagina stages dovrebbe essere aggiornata, all’esame che era in un posto diverso rispetto all’altra volta con conseguente corsa folle per arrivare nel posto giusto (e fanculo al portinaio che mi ha mandato nella direzione sbagliata, È IL TUO LAVORO SAPERE DOVE SONO I DIPARTIMENTI!), per arrivare alla rivelazione shock: il modulo disperso serve ad assicurarsi che le date di inizio/fine tirocinio sul foglio ore corrispondano a quelle dichiarate all’attivazione del tirocinio stesso.
A quanto pare, io che mi ricordo che date ho scritto cinque mesi fa su un foglio sono un mostro.

In realtà ho fatto un’espansione pirata della mia memoria ma non l’ho detto a nessuno…

Tutto ciò per dire che io ho una nuvoletta nera che m’insegue come un cagnolino ovunque io vada, ma che nonostante questo ho chiuso gli esami in bellezza e ho consegnato i moduli del tirocinio, e quindi ho concluso tutti gli impegni/palle universitari a parte la tesi, quindi YEEEEEEEEEEEEEEEEEE!