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La delusione della settimana #1: Il giardino dei segreti

51c2wc7or-l-_sy344_bo1204203200_Forse è un po’ colpa delle iniziative di lettura social (le troppe, *coff*) che seguo su Goodreads, comunque tanto vale darsi a una stroncatura di tanto in tanto, senza esagerare.

Il libro che mi ha deluso questa settimana è sicuramente Il giardino dei segreti, di Kate Morton, soprattutto perché diverse persone me lo avevano consigliato come un gran romanzo storico… ma purtroppo non ha incontrato i miei gusti.

Oltre a essere acida, infatti, come lettrice sono molto suscettibile quando si inanellano nella storia troppe disgrazie gratuite. Non riesco a farci niente, la mia incredulità non ne vuole sapere di sospendersi… anzi, si fa proprio granitica.

Questo romanzo spazia in diverse epoche temporali raccontando le vicende di diverse donne imparentate tra loro con la più giovane, Cassandra, che negli anni 2000 dopo la scomparsa dell’amata nonna mette insieme i pezzi della storia tragica che la lega appunto all’anziana defunta e a una misteriosa autrice di favole inglese. La trama di base mi ispirava molto (ricordandomi in una versione più accessibile il mio amatissimo Possessione di Antonia S. Byatt – che rimane comunque inarrivabile), se non fosse che il libro è piatto. Ma proprio piatto come una tavola. I personaggi sono artificiosi e hanno spesso reazioni che palesemente hanno senso solo ai fini della storia, e per alzare un po’ il pathos allora l’autrice si gioca il tutto per tutto:

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Ma davvero senza senso, e senza logica, tanto che spesso si sottintendono cose che poi vengono abbandonate andando avanti. Abbiamo a inizio ‘900 infatti uno zio morboso che sembra allegramente sulla via dell’incesto, e poi boh. Tra l’altro parliamo di temi delicati, che secondo me andrebbero buttati nel calderone quando si sanno gestire e se e solo se sono necessari. Abbiamo tragedie familiari di tutti i generi:giovane nobile che scappa con povero, rimane vedova e incinta quasi subito, partorisce due gemelli e muore di tbc; gemello che crepa malissimo; rancori familiari veramente a caso; suggestioni incestuose che boh; adozioni e reazioni ad adozioni fuori da qualunque seminato; mariti e figli che muoiono; madri degeneri che abbandonano le figlie… Cioè, sembra davvero la lista degli espedienti da soap in costume da spuntare.

Ma se i personaggi non sono all’altezza di una trama così complessa e tragica, è tutto inutile. Tanto che il lieto fine, oltre a essere telefonato, appare comunque posticcio, e la coppia che va a formarsi del tutto inutile.

Quello che mi scoccia è che malgrado tutto, lo stile è pure buono! L’autrice scrive anche bene, tanto che ho letto circa seicento pagine in pochi giorni, ma da questo libro non sembra capace di delineare una trama un po’ più lineare e dei personaggi che oltre a dirci di soffrire tanto e ad elencarci le sfighe della loro vita ci facciano percepire quel dolore che dovrebbero aver provato. Peccato.

Il giardino dei segreti, Kate Morton. Sperling&Kupfer, preso in biblioteca.

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Il libro del mare

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Premessa: dovendo parlare per me, ho un po’ di difficoltà con caccia e pesca quando non parliamo di necessità o di professione. Non capisco granché il piacere di un simile passatempo, perciò non ero sicura di quanto mi sarebbe piaciuto in effetti questo libro.

Ho vinto le mie resistenze perché attirata da questa magnifica copertina (ma quanto sono belli i libri Iperborea?) e perché il grande nord mi affascina moltissimo… specie in questi giorni di caldo furibondo, qualunque espediente che mi convinca di essere in un luogo più fresco è ben accetto.

Il libro in realtà si è rivelato molto di più di quanto potevano sembrare le premesse: un’avventura – in realtà con un ritmo molto più quieto di quanto non ci si aspetterebbe – sì, un’amicizia, di cui però si arriva a sondare i limiti… E l’aspetto più interessante secondo me: un insieme di storie, aneddoti e resoconti sul mare e gli uomini che lo vivono tutti i giorni davvero notevole. Le diverse battute di pesca in cerca dello squalo della Groenlandia diventano un po’ uno spunto per raccontare la vita degli uomini e delle donne della Norvegia lontana da Oslo, le tradizioni che rischiano di scomparire a causa di un mondo sempre meno sostenibile (si potrebbe tracciare un parallelo tra la pesca locale di merluzzi a rischio nelle isole Lofoten e le ultime tonnare italiane? Chissà), e i rischi che corre il mare stesso, ancora un mondo per molti versi inesplorato eppure messo a rischio dai nostri comportamenti malsani, di cui le isole di plastica sono un vergognoso emblema. Quante specie animali marine ancora non conosciamo e potremmo non fare in tempo a scoprire prima che scompaiano?

Quindi ecco, la ricerca dello squalo diventa un po’ uno spunto per parlare di molte cose, prendendosi il tempo di riflettere e di ragionare su quella grande ricchezza che è il mare, presentando però tantissimi argomenti interessanti in modo ragionato e con un buon ritmo narrativo. Una lettura davvero molto interessante.

Il libro del mare, di Morten A. Stroksnes, Iperborea 2017.

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Riabilitazione di una lettrice assuefatta #4

Bilancio di aprile prima di fare quello di maggio, perché poi al solito predico bene e razzolo malissimo.

Trend generale

Aprile si è aperto come un mese parecchio convulso causa lavoro (si è svolto l’evento che dovevo gestire), il che mi ha lasciato fino a prima di Pasqua abbastanza spossata e con la voglia di prendere il sole e friggermi il cervello e poco altro. Poi ho passato qualche giorno a Dublino, la prima volta dopo sei anni! E appena smetto di singhiozzare scrivo qualcosa, perché ho visto un sacco di cose che pur essendo alla mia sesta visita mi erano sempre mancate (tipo certi angoli vicino al Dublin Castle di cui avevo sempre ignorato l’esistenza, il che mi fa dubitare del mio spirito di osservazione). Comunque, per leggere mi è rimasto un po’ poco tempo, anche se alla fine ho finito sette libri. Noto che è anche un periodo che tutte le iniziative intraprese su Goodreads (troppe, devo dire) mi vanno un po’ strette: elenchi di libri da completare… mah. Tanto le mie liste personali non fanno che allungarsi e semplicemente a senso libero, non so bene se tutti questi giochi mi aiutino davvero a togliermi to-read o li facciano solo lievitare senza controllo. Incrociandole poi con le scadenze delle biblioteche… mah, ripeto. La cosa buona è che è un periodo che becco di rado libri brutti, quindi avanti così.

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